mercoledì 1 settembre 2010

Dallo studio del BFP del 2008 risulta evidente   l’enorme sovradimensionamento degli impianti in Puglia rispetto al Molise e alla Basilicata indicando  l’inesistenza di  un progetto organico e di una pianificazione energetica razionale che risponda  al fabbisogno energetico del territorio preservando  l'integrità dei paesaggi.
Il Salento, come l’area di Foggia, sembra quella sottoposta a interventi più invasivi Significativi sono i numeri che si ricavano dalle seguenti tabelle che riproducono l’enorme quantità di progetti e di produzione di energia  presentati ai  comuni salentini  per le rinnovabili  Se si dovessero realizzare tutti questi impianti , e i dati sono parziali poichè si riferiscono al settembre 2009, non ci sarebbe un solo comune un pezzettino di territorio libero da Torri gigantesche o specchi solari :
impianti di oli vegetali grezzi  esclusi quelli di di Cavallino (potenza 37 MW) e Casarano (25 MW)  :

Novoli potenza 14,5 MW,
Calimera (14.5MW),
Malignano (10 MW),
Sannicola (10 MW),
Supersano (2,5 MW),
Lecce (25 MW),
Collepasso (25 MW),
Casarano (25 MW),
Presicce (2 MW),
Corigliano d'Otranto (8 MW) ,
Alliste (10 MW)
Surano (meno di un MW),
San Cassiano (1 MW).




eolico, da un MW 1 fino a potenze di 3 MW per ciascuna torre:

Ruffano
impianti di mega eolico
di potenza di 30 MW,
Nociglia di 23,
Carpignano di 16.1,
Soleto 6,
Palmariggi 6,
Lecce 20.7,
Lecce 22,
Lecce 14,
Martignano 20,
Giuggianello 28,
Calimera 4,
Nardò 0.40,
San Donato 0.20,
Salice Salentino 5.1,
Ruffano 22,
Surbo, Nardo, Carmiano,
Salice Salentino 42,
Avetrana 60,
San Donaci
e San Pancrazio 66,
Francavilla Fontana 42,
Campi Salentina 57,
San Donato 30,
Presicce 30,
Ugento 47.5,
Casarano 0.60,
Galatone-Sannicola
Tuglie-Neviano-Seclì 48,
Salice Salentino 5.1,
Minervino di Lecce 6,
Supersano 18,
Miggiano 16,
Minervino di Lecce 24,
Martano 30,
Zollino 20,
Salice salentino
(4 altri impianti da
18 + 2 4+ 12 + 57 MW),
Torre San Gennaro
 un impianto off-shore di ben 150 MW,
Lequile 8,
ecc. ecc.

A seguire  Taurisano, Acquarica, Sternatia, Galugnano, Corigliano d'Otranto, Cursi-Carpiga-no-Bagnolo-Castrignano dei Greci, a Giuggianello e Palmariggi, a San Cassiano, a Botrugno e a Surano, il Parco dei Paduli ma anche la Grecìa salentina, il Capo di Leuca, tutte le Serre.

fotovoltaico,:

Salice salentino 49.5,
Guagnano 49.5,
Racale 0.50, MW
Lecce 0.48,
Lecce 300,
Cutrofiano
Corigliano d'Otranto 3, MW
Collepasso 5,408,
Salice Salentino (8,32),
Salice Salentino 10.50,
Scorrano e Botrugno 7.60,
Galatina 6,463,
Nardò 2.787, MW
Scorrano 6,40,
Soleto 4.925,
Alliste 10, MW
Leverano 6,673,
Scorrano 5,65,
Galatina 9.93 + 9.69 + 4.68, MW
Sternatìa 5.9,
Martano 6,
Lecce 2.99376, MW
Salice salentino 7.38,
Galatina 2.39828 + 3.74085,
Castrì di Lecce - Vernole 30, MW
Maglie 0.99631+3,
Lecce 20.70,
Nardò 9.76752, MW
Veglie 4.93,
Lecce 4.928,
Galatina 2.5, MW
Lecce 6.8,
Lecce 7.7,
Cutrofiano 9.92, MW
Lecce 5.26,
Nardo 3.64,
Lecce 7, MW
Surbo 24,
Galatina 3,
Lecce
Masseria Ingrosso 0.1995, MW
Lecce
Masseria Giorgini 7.776,
Corigliano d'Otranto 3.57,
Soleto oltre 50. MW
 Da considerare che nei  seguenti dati  non è stato riportato  il mega parco che dovrebbe sorgere tra San Pancrazio e San Donaci dove si parla di un  utilizzo di  130 ettari per una potenza di 69,942 e di altri tre impianti  di 10 megawat ed uno di 9 megawat su di un estensione di 80 ettari . L’impianto è proposto dalla S.P.S (San Pacncrazio Salentino sic!) di Bari che ha come amministratore unico Caterina Stefania Tedesco, per inciso tale area, che comprende anche la Masseria Angeli, è sottoposta a vincolo paesaggistico  e a vincolo faunistico, di competenza della provincia di Brindisi. Ma la storia non finisce qui , la SP.S. Bari  probabilmente è legata al gruppo Zamparini , patron del Palermo, e alla sua 3M Energia con la quale vuole investire a Brindisi  1,5 miliardi di euro per realizzare un parco fotovoltaico da 500 megawatt, vicino alla centrale di Cerano, dove la  Enel Green Power ha in progetto di costruire un parco analogo da oltre 71 megawatt. Tutto sarebbe andato bene, e Brindisi avrebbe avuto due mega parchi,  se non fosse saltata fuori l’anomali delle particelle comuni (disattenzione dei progettisti?) il che ha   bloccato  l’iter autorizzativo e fatto sorgere il dubbio sull’ eccessivo ricorso ai pannelli solari!!!!
La polemica tra i due colossi dell’energia fa sorgere altre inquietanti perplessità in merito all’utilità dei megaparchi  che a quanto pare riuscirebbero a ridurre l’utilizzo del carbone solo del 3% impianto Enel , mentre, nella migliore delle ipotesi, se unificati raggiungerebbero il 12%, a riprova quindi che il carbone rimane e che l’energia solare prodotta serve a caricare la venefica centrale di Brindisi. Si schiera all’interno di questa “mega” disputa  anche Legambiente che si dichiara a favore dell ‘Egp sostenendo che “l’impianto proposto dalla ditta friulana stravolgerebbe l’assetto del territorio , ricadendo su un’area di 1500 ettari”
quali dei due impianti sia meno impattante , non si puo’ sapere e pensiamo che l’associazione ambientalista abbia le sue buone ragioni per prendere posizioni in difesa  Enel green power, ma il dubbio rimane soprattutto n merito a eventuali assunzioni di responsabilità come dimostra  la delibera del 21 febbraio del 2010 del comune di Brindisi , con la quale  l’ENEL viene tutelata  da azioni legali in merito al danno ambientale , disconoscendo quindi ai contadini il risarcimento e la bonifica dei terreni irrimediabilmente contaminati e desertificati
 
adele denticePBC Puglia

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