Prestigiacomo, il Ministro radioattivo contro gli Italiani

di Marianna Gambino
Tra i commenti alla decisione della Corte Costituzionale di non prendere in considerazione i ricorsi di 10 regioni contro la legge delega del Governo sul nucleare ci lascia particolarmente perplessi quello del Ministro dell’Ambiente.
Il Ministro apprezza la decisione della Corte Costituzionale e promette di accellerare la corsa dell’Italia per infilarsi nuovamente nel tunnel nucleare. Ma, se 10 regioni hanno fatto ricorso e se il Governo ammette di aver bisogno di una campagna di informazione per convincere gli Italiani che il nucleare è bello, pulito e sicuro, siamo di fronte ad un netto rifiuto del nucleare da parte del popolo italiano. Si tratta di un dato incontrovertibile.
Imporre alle Comunità locali il nucleare con forzature politiche e istituzionali, oltre a smentire ogni propaganda federalista del Governo, è quanto di più sbagliato si possa fare. Il nucleare ha un costo sproporzionato rispetto ai benefici e coinvolge generazioni di Italiani per tempi lunghissimi, basti pensare che ancora non siamo riusciti a smantellare le nostre vecchie centrali dei primi anni 60. Ricordiamo che anche le altre Nazioni che hanno scelto di uscire dal tunnel nucleare, oggi hanno enormi difficoltà tecniche ed economiche per attuare questa loro decisione. Di fronte ad una scelta così impegnativa non si può ignorare la volontà popolare.
Al Ministro Prestigiacomo, che sembra più interessato al parere di Confindustria che a quello degli Italiani, ricordiamo che ancora non sono note le motivazioni che hanno portato la Corte Costituzionale a non accogliere i ricorsi delle Regioni. Al momento sappiamo solo che non c’è stato un pronunciamento sulla legittimità costituzionale poichè i ricorsi non sono stati valutati nel loro contenuto. Affermare, quindi, che “La decisione della Corte Costituzionale di rigettare l’impugnativa delle Regioni sulla legge delega per il nucleare fuga ogni dubbio sulla legittimità della impostazione del Governo su questo tema chiave per lo sviluppo del paese.” è un atto propagandistico ed ideologico.
Fare Verde, intanto, sarà impegnata nelle decine di manifestazioni che si stanno organizzando in Italia per spiegare le ragioni di una politica energetica che non preveda l’impraticabile opzione nucleare.
Tra i prossimi appuntamenti:
sabato 26 giugno ore 14:00- 18:00 a Milano, in piazza Fontana
NO NUCLEARE DAY
domenica 27 giugno ore 15:30 a Minturno (LT),
sala consiliare, via Principe di Piemonte 21
CONVEGNO - Nucleare: pretesti civili e interessi militari
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